Faccio una previsione, prima che parlino pista e cronometro: il Prix de l’Arc de Triomphe 2026 ha tutte le carte per diventare la miglior corsa di Gruppo 1 dell’anno.

Non per il prestigio del nome — quello non ha bisogno di presentazioni — ma per la qualità del lotto annunciato. Campioni affermati, vincitori di Gruppo 1 e cavalli capaci di rappresentare generazioni e linee genealogiche differenti si incontreranno sui 2.400 metri di Longchamp.

E poi c’è Daryz. Un anno fa ha vinto l’Arc e adesso tenta ciò che nella storia della corsa è riuscito soltanto a pochissimi: vincerlo una seconda volta (8 in totale: Ksar — 1921, 1922Motrico — 1930, 1932Corrida ♀ — 1936, 1937Tantième — 1950, 1951Ribot — 1955, 1956Alleged — 1977, 1978Trêve ♀ — 2013, 2014Enable ♀ — 2017, 2018).

Nel nostro lavoro genealogico il suo pedigree ha mostrato un dato particolare: 61 antenati diversi nelle prime cinque generazioni, lo stesso valore riscontrato in Ribot e Tantième, due dei grandi bicampioni del passato e dell’Arc.

È soltanto una coincidenza statistica, almeno fino a prova contraria. Ma è una coincidenza che rende ancora più affascinante ciò che vedremo in pista.

Daryz e Minnie hawk, l’arrivo de l’Arc 2025

La previsione è fatta: Arc 2026, Il “Prix de l’Arc de triomphe” 2026 il primo in classifica dei Gruppo 1 dell’anno (classifica ufficiale IFHA).


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