Fin dall’antichità, si è parlato di cavallo “Puro Sangue”, (“Thoroughbred” che letteralmente significa allevato in purezza) intendendo con questo termine ogni soggetto in cui erano esaltate le qualità migliori della specie equina. Il termine Puro Sangue è in stretto rapporto con il cavallo arabo; infatti, i primi nobili destrieri della storia furono proprio soggetti orientali. In altre parole, si tendeva a considerare cavalli Puro Sangue solo quelli con la più alta percentuale di sangue orientale. In Arabia l’allevamento equino conobbe grande sviluppo soltanto dopo l’avvento di Maometto, che valutava la cavalleria un elemento militare essenziale. La tradizione vuole che il profeta stabilì per primo i criteri di selezione e di miglioramento della razza, narrando di cento giumente tenute per tre giorni appositamente senza bere, di cui solo cinque, liberate verso il fiume, al suono della carica delle trombe, tornarono dal loro padrone e non si dissetarono. Maometto le benedisse ed esse diventarono “le cinque del profeta di Allah” (Abbayah, Saqlawiyah, Kokailah, Hamdaniyah, e Habdah), da cui discendono tutti i Puro Sangue arabi, e di conseguenza, il Puro Sangue Inglese. La razza araba pura era chiamata Kochlani, discendente dalle cinque giumente di Maometto; di questa esisteva una varietà detta Muniqi, con maggior tendenza al dolicomorfismo[1] e per questo motivo utilizzata per le corse nel deserto organizzate dai capi delle tribù beduine. Il primo movimento della nuova razza avvenne dall’Africa alla Sicilia nel IX-X sec. d.C., quando l’isola passò sotto il dominio dell’Emiro di Palermo; successivamente la conquista araba si estese al continente (Calabria, Puglia, Campania), poi si aggiunse l’espansione nella penisola iberica. Sono diverse le testimonianze storiche relative all’utilizzo del cavallo nelle civiltà antiche: raffigurazioni, sculture equestri, dipinti ed infine antiche scritture. Un esempio fra tutti è rappresentato dalla civiltà greca, che, verso il 400 a.C., diede origine al primo manuale di istruzioni per il cavaliere: l’Equitazione di Senofonte, indicando quanto il cavallo fosse importante nella società. Infatti, la pratica dell’ippica si sviluppò presso i Greci che, grandi cultori dell’esercizio sportivo, ne fecero uno dei capisaldi dell’educazione dei giovani… (continua)


[1] In antropologia fisica, di cranio (o di qualunque altra parte del corpo) che si presenti assai allungato e stretto; in zoologia, di razza di animali domestici aventi corpo allungato, di forma slanciata. È il contrario di brachimorfo.

La Legge dei massimi instabili

<<Nella battaglia per la selezione del materiale della razza del p. s., nessuna famiglia può, in discendenza diretta, mantenere la supremazia per il successo oltre poche generazioni. Il numero delle generazioni ed il limite massimo raggiungibile sono irrevocabilmente fissati dalla natura. Raggiunti questi limiti, il riproduttore dominante in linea diretta deve cedere il posto di comando ad un riproduttore individualmente un poco inferiore, alle volte collaterale ma più spesso addirittura al rappresentante di un’altra famiglia, il quale a sua volta sarà generatore di nuove stelle, finché anch’essi, compiuto il ciclo, dovranno cedere lo scettro del successo. Salvo ritornare al comando dopo un Periodo di riposo. Tutta la vita è basata sul consumo di energia per la conquista della supremazia e sul riposo per ritrovare l’energia e per poter ricominciare la lotta per la supremazia del successo>> “Puro Sangue, animale da esperimento” – Federico Tesio